Diastasi addominale

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Qual’è il significato della parola “diastasi”? Che cos’è e come funziona la parete addominale? Quali sono i sintomi più comuni di una diastasi addominale post parto? Come riconoscerla? La risposta a tutte queste domande è qui.

Con il termine “Diastasi” si identifica proprio l’allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue. La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva della parte destra del muscolo retto addominale dalla parte sinistra, le quali si allargano allontanandosi dalla linea mediana, che e’ costituita dalla linea alba. Quest’ultima è formata da tessuto poco elastico ma molto resistente che, se da una parte rende molto difficile la sua rottura, dall’altra, quando questa avviene, non permette di tornare facilmente alle sue condizioni iniziali.

Quindi la diastasi coinvolge direttamente il muscolo retto dell’addome, ma ha un effetto su tutto il nostro core.

Il muscolo retto addominale, chiamato più semplicemente retto addominale, è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore.
Viene definito elemento muscolare pari: esiste infatti sia il muscolo retto addominale destro che il muscolo retto addominale sinistro. I retti sono separati solamente dalla cosiddetta linea alba (o linea mediana), una sottile banda di tessuto connettivo, priva sia di nervi che di vasi sanguigni, che si sviluppa longitudinalmente da sotto lo sterno fino alle ossa del bacino. Il retto addominale origina dal margine superiore del pube fino al processo xifoideo dello sterno e si sviluppa nella cartilagine costale della V, VI e VII costa della gabbia toracica.

La diastasi si presenta soprattutto nelle donne, ma può anche essere presente negli uomini.

Le principali cause che portano ad una diastasi addominale sono la gravidanza e l’obesità, associate ad una mancanza di tono a livello della parete addominale.

La diastasi durante la gravidanza e’ fisiologica e assolutamente necessaria. Durante la gestazione l’utero e’ in continuo accrescimento (la sua forma normale e’ 8 cm per 50-60 gr, mentre alla fine di una gravidanza e’ lungo 35 cm per un peso di 1.5 kg), quindi i retti addominali, come tutti i muscoli addominali profondi, devono essere abbastanza elastici per allargarsi e fare spazio al bambino. Allargandosi l’utero crea uno stiramento a livello della linea alba, che non e’ altro che il tendine centrale sul quale si inseriscono tutti i muscoli addominali.

Quindi quando diventa un problema la diastasi?

La diastasi fisiologica dei retti addominali persiste anche dopo la fase espulsiva del bambino e la si considera fisiologica fino a 6 mesi dopo il parto, diventa problematica quando l’addome, a distanza di tempo dal parto, non ha più le sue capacità elastiche per ritornare alla sua situazione di tonicità iniziale

Fattori di rischio per le donne in stato di gravidanza

  • l’età della gestante superiore ai 35 anni;
  • il feto con un peso elevato;
  • la gravidanza gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

Tuttavia anche altri fattori possono determinare la comparsa della diastasi addominale. Obesità, sforzi eccessivi (dovuti ad un’attività fisica intensa) o anche una forma di diastasi congenita fanno sì che anche gli uomini siano soggetti a questa patologia.

In alcuni individui la diastasi è presente dalla nascita. Nei bambini è piuttosto frequente e tende a risolversi spontaneamente nei primi anni di vita. In rarissime eccezioni tuttavia, può verificarsi l’insorgenza di ernia ombelicale o ventrale, per le quali risulta necessario intervenire chirurgicamente.

Prevenzione in gravidanza
In qualche caso, durante la gravidanza, potrebbe essere possibile diminuire il rischio di comparsa della diastasi dei muscoli retti addominali attraverso alcuni semplici accorgimenti:

  • attenzione alla postura: è necessario correggere posizioni errate, anche quando si cammina;
  • sedersi nel modo giusto con schiena dritta ed piedi ben appoggiati a terra;
  • sotto il controllo di un personal trainer o di un fisioterapista specializzato eseguire una moderata attività fisica senza sforzi eccessivi e con determinati esercizi per attivare e rinforzare la parete addominale, soprattutto il muscolo trasverso, distanza tra torace e pube, bilanciamento del bacino e schiena, evitando quelli che tendono invece ad allungarla;
  • eseguire degli esercizi per potenziare ed allenare i muscoli del pavimento pelvico;
  • evitare la ginnastica hipopressiva integrale, non indicata durante la gravidanza.

Sintomi della diastasi addominale
Una volta che i muscoli addominali perdono la loro efficacia, non sono più in grado di effettuare la loro funzione stabilizzante del tronco e protettiva degli organi interni. Mancando la barriera naturale dei retti addominali, gli organi interni premono verso l’esterno dando alla pancia una caratteristica forma prominente e dando l’impressione di gonfiore che spesso viene scambiato anche per una nuova gravidanza, oppure l’effetto di una pelle flaccida scorrettamente additata come una antiestetica conseguenza della gravidanza.

Anche se erroneamente considerata da molti una patologia innocua o solamente estetica, le conseguenze che la diastasi provoca, sono importanti alterazioni nella meccanica del bacino e del core che predispone a sovraccarichi e quindi problemi su anche, bacino e schiena.

Il cedimento della linea mediana che tiene uniti i due retti addominali e che funge da “cerniera” tra i due muscoli ha come risultato che la parete addominale non è più in grado di contenere con efficacia la pressione degli organi endo-addominali, con conseguente distensione dell’addome per la “fuoriuscita” degli organi interni. Inoltre, considerando che la funzione principale di questi muscoli è di contenere gli organi addominali, si possono avere ernie, soprattutto ombelicali, in quanto tali organi non incontrano più una certa resistenza.

Il caratteristico segno della diastasi addominale è anche una sorta di cresta (o “pinna”) che si forma in corrispondenza della linea alba e che va dal processo xifoideo della sterno all’ombelico e che si manifesta più evidentemente con la tensione dei muscoli dell’addome.

I sintomi “funzionali” che la diastasi dei retti può provocare sono:

  • dolori alla schiena che si affatica più del normale a causa dell’instabilità della colonna o sensazione che sia debole e affaticata
  • dolori alle anche e al bacino
  • incontinenza
  • Ernia ombelicale o addominale
  • gonfiore
  • nausea
  • difficoltà digestive
  • difficoltà respiratorie
  • peristalsi molto evidente a occhio nudo
  • postura da iperlordosi
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico.

Per valutare correttamente la diastasi dei retti addominali è senz’altro necessaria una visita clinica, che attesti la distanza tra i due muscoli. Nei casi dubbi, è indicato eseguire una ecografia della parete addominale o una risonanza magnetica in quanto spesso i segni possono essere riconducibili anche a un’ernia epigastrica o a un’ernia addominale chiamata laparocele.

Una volta diagnosticata la diastasi e’ importantissimo riabilitare i muscoli addominali, attraverso esercizi specifici, mirati a ripristinare la tonicità della parete addominale. Questi esercizi devono essere eseguiti con un personal trainer preparato, perché alcuni movimenti (come anche dei banali crunch) possono peggiorare la situazione.

Quindi una moderata attività fisica durante la gravidanza e una buona riabilitazione a distanza di qualche mese dal parto può evitare la fuoriuscita di diastasi addominale.

Elena Agostini
Osteopata

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