Osteopatia e nutrizione

La stitichezza

L’osteopatia è un metodo terapeutico olistico di cura e prevenzione della persona nella sua globalità.

Perché osteopatia e nutrizione?
Se l’osteopatia da un alto può rappresentare un valido aiuto per i dolori riferiti dal paziente, un ulteriore aiuto al trattamento manipolativo può derivare dall’alimentazione.
Oggi giorno la mancanza di tempo e le cattive abitudini ci portano a consumare pasti veloci, poco equilibrati dal punto di vista nutrizionale, carenti in vitamine e sali minerali… che nel tempo instaurano situazioni infiammatorie croniche e e stress ossidativo.
Attraverso trattamenti osteopatici e consigli nutrizionali specifici e mirati, si può diminuire il carico infiammatorio e alleviare i dolori cronici come reflusso gastrico, gonfiore addominale, aerofagia, acidità di stomaco, coliche…

Quindi un mal di schiena può generare un cattivo movimento del diaframma e a sua volta determinare una cattiva digestione, così come una cattiva alimentazione può determinare mal di schiena.

Quando si soffre di stipsi solitamente ci si rivolge al nutrizionista il quale fornisce una dieta ricca di fibre idrosolubili (frutta, verdura, cereali integrali…) e consiglia una maggiore idratazione perché entrambe favoriscono e migliorano il transito intestinale.
Non sempre, però, l’intervento del nutrizionista è sufficiente.

Perché?
Una cattiva alimentazione e una peristalsi rallentata, con conseguente ristagno di cibi non completamente digeriti nell’intestino, liberano citochine pro-infiammatorie che si diffondono attraverso il circolo sanguigno, come il muscolo ileo-psoas, il mesentere e il rachide lombare.
L’osteopatia, lavorando su queste strutture, riporta l’intestino nella migliore condizione funzionale.

In conclusione, essendo la stipsi un problema multifattoriale, l’approccio multidisciplinare, dato dalle figure del Nutrizionista e dell’Osteopata, risulta essere la soluzione più efficace nel trattamento del problema.

 

Elena Agostini Osteopata
Enrica Zaffini Biologa Nutrizionista

La finestra anabolica

LA FINESTRA ANABOLICA
cosa e quando mangiare dopo l’allenamento

“cosa mangio dopo l’allenamento?”

È una delle principali domande che sportivi e frequentatori di palestre si chiedono …

I dubbi nascono dalla consapevolezza che i vari ALIMENTI sono diversi non solo per composizione, ma anche per esigenze digestive e che queste caratteristiche si devono adattare alle esigenze di ciascuno…

 

Nella fase di post workout è fondamentale che lo sportivo si alimenti in modo corretto per assicurarsi un pieno e pronto recupero dopo l’attività fisica.

In seguito a dei carichi di lavoro il corpo è particolarmente recettivo ai nutrienti che gli vengono forniti e un’alimentazione squilibrata può vanificare tutti gli sforzi fatti in seduta di allenamento.

La scelta dello spuntino post-allenamento va fatta nel rispetto delle proprie caratteristiche personali: obiettivo dell’allenamento, eventuali condizioni patologiche, necessità dell’organismo (tipo di allenamento svolto), frequenza e intensità degli allenamenti, equilibrio della dieta nel resto della giornata, gusti personali e praticità di utilizzo.

Lo spuntino post allenamento svolge essenzialmente 4 funzioni:

  • supporta l’organismo dal punto di vista energetico e, ripristina le scorte di glicogeno
  • riduce – rallenta – interrompe il catabolismo muscolare
  • allevia il senso di appetito in attesa del pasto principale
  • favorisce l’apporto di acqua e molecole nutrizionali non energetiche: fibre, vitamine, sali minerali,antiossidanti fenolici, fitosteroli, lecitine ecc.

Hai mai sentito parlare di finestra anabolica ?

La finestra anabolica è quel periodo di tempo che normalmente si fa coincidere tra i 20 e 120 min dopo l’allenamento in cui il corpo ha una maggiore capacità di assimilazione dei nutrienti e in particolare dei carboidrati data da un aumento della sensibilità insulinica. L’insulina è quell’ormone necessario a far entrare lo zucchero all’interno delle cellule a scopo energetico: nella fase di post-workout, un muscolo “affamato” indurrà un aumento della sensibilità del tessuto muscolare verso tale ormone con un maggiore apporto di nutrienti. Per ripristinare il glicogeno (la scorta energetica muscolare consumata durante lo sforzo fisico)  occorre assumere entro questo lasso di tempo circa 1g di carboidrati per Kg di peso corporeo, e continuare nelle ore successive (5-6h), con valori via via decrescenti.

Per garantire un’ottimale sintesi proteica, impedendo la perdita di massa muscolare, deve essere fornito un apporto di proteine giornaliero che vada da 1-1,2 fino a un massimo di 2g/kg di peso corporeo a seconda dello sport praticato. Una strategia nutrizionale particolarmente vincente e più utilizzata dagli sportivi concentra l’apporto di proteine a ridosso dell’allenamento (prima e dopo).

Quando consumare lo spuntino post-allenamento?

Dopo l’allenamento!“… ovviamente, ma il discorso non è così semplice,…
Secondo alcuni professionisti lo spuntino post allenamento deve sfruttare appieno la finestra anabolica dell’organismo e questo “momento” generalmente è proporzionale all’entità dello sforzo atletico e risulta eccellente nei primi 15′ dal termine dello sforzo; dopodiché sfuma progressivamente, ecco perché certi preparatori atletici e dietisti sportivi suggeriscono di assumere lo spuntino post allenamento quando si ha ancora “il fiatone” o al massimo in spogliatoio, per aumentare la velocità di ripristino delle scorte di glicogeno e interrompere il processo catabolico muscolare.

Altri invece, basano la propria scelta su aspetti differenti quali l’aumento del dispendio energetico di base e l’incremento dell’ormone della crescita o GH, che incrementa al diminuire della glicemia suggerendo quindi di posticipare lo spuntino post allenamento fino ad oltre 60-120′ dal termine dell’attività fisica.

Quindi, cosa fare?

La scelta di un metodo piuttosto che un altro dipende moltissimo dall’obiettivo perseguito; il primo caso interessa principalmente la fase di ipertrofia e gli atleti che praticano più di 4-5 allenamenti settimanali. Il secondo prevalentemente chi ricerca definizione e chi pratica fitness a scopo dimagrante.

Esempi di spuntini post workout

  • un frullato /centrifuga di frutta/ spremuta d’arancia con una fetta di pane e affettato magro
  • un frutto particolarmente zuccherino come kiwi o banana
  • yogurt greco con 0% associato ad un frutto/frutta secca

Il mio consiglio post workout

  • 150 yogurt greco
  • 1 banana (intera o frullata)
  • cacao in polvere
  • semi di chia
    mettere tutto insieme e gustare !!!

 

Enrica
Biologa Nutrizionista

Se ti muovi ti curi!!!

 

Tra le persone che si rivolgono a noi di Timeout alcuni lo fanno ancora per mettersi in forma, riferendosi con questa richiesta più al lato estetico che a quello salutistico.

Spesso si dimentica che l’attività fisica è una delle migliori e più efficaci armi di prevenzione rispetto a tante patologie.

Un’attività fisica regolare può esercitare un’azione benefica sui disturbi e sulle malattie che colpiscono i muscoli e le ossa (quali osteoartrite, dolori lombari e osteoporosi); gli esercizi di allenamento rafforzano muscoli, tendini e legamenti e migliorano la densità delle ossa.

L’esercizio fisico può anche essere efficace nella prevenzione dei dolori lombari e ridurre la ricomparsa di problemi alla schiena.

I dati dimostrano che i programmi di attività fisica mirati al rafforzamento muscolare aiutano gli anziani a mantenere l’equilibrio, con una conseguente riduzione delle eventuali cadute.

Fare attività fisica sin da piccoli permette di acquisire un bagaglio di esperienze motorie che sarà prezioso per tutta la vita. Un bambino che ha fatto sport, infatti, da grande sarà molto più avvantaggiato rispetto a chi non ha mai praticato attività fisica, perché il suo corpo conserverà memoria dei benefici acquisiti.

Durante l’attività fisica il cervello rilascia delle “morfine endogene”, le endorfine. Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono coinvolte nella secrezione di molti ormoni, nel controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale, nella riduzione dell’ansia, nella regolazione del sonno.

L’aspetto più affascinante ed interessante delle endorfine risiede nella loro capacità di regolare l’umore: influiscono positivamente sullo stato d’animo. Esse hanno dunque la capacità di regalarci piacere, gratificazione e felicità aiutandoci a sopportare meglio lo stress. La sintesi di oppioidi endogeni, come le beta-endorfine, aumenta in risposta all’esercizio fisico. Sebbene tale incremento sia soggettivo, mediamente le concentrazioni plasmatiche di questi ormoni aumentano, sia nei maschi che nelle femmine, del 500%. Ciò spiega perfettamente quell’innegabile sensazione di euforia e di benessere che insorge dopo aver praticato un po’ di attività fisica.

Possiamo quindi dire con assoluta certezza che:

IL MOVIMENTO AIUTA A MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA!

Renny
TimeOut Training

Il corpo conosce il movimento, non il muscolo

PUSH

Il PUSH già dalla traduzione della parola “ALLONTANARE”, è uno dei movimenti principali che il nostro corpo effettua nella quotidianità quando si applica una forza appunto per allontanare qualcosa vincendo sulla forza di gravità.

Vediamolo in dettaglio:
– deve essere stabile tutto il corpo e correttamente allineato;

– deve essere mobile il cingolo scapolare, spalle e gomiti.

Gli standard del PUSH sono:
un plank attivo per mantenere il corretto allineamento e postura della Colonna vertebrale, l’attivazione del core con alta tensione per garantire pressione intra-addominale e intra-toracica e una giusta quantità di ritmo scapolo-omerale

 

#chaseyourbetter

Davide Rossi

Il dolore alla schiena

Mi fa male la schiena, è la mia ernia

“Sa ho male alla schiena, ma e’ la mia ernia che si fa sentire…”, almeno una volta avete detto questa frase!

I mal di schiena non sono tutti uguali, infatti si parla di lombalgia, quando abbiamo male nella parte bassa; dorsalgia quando abbiamo male a metà schiena e a volte si irradia fino alle spalle; cervicalgia, meglio conosciuta come cervicale, il dolore al collo.

Ma questo mal di schiena da che cosa è dovuto?

Spesso e volentieri si punta il dito verso l’ernia, in realtà l’ernia è solo l’ultimo campanello di allarme: quando il vostro corpo non riesce più a compensare i vostri adattamenti posturali molto facilmente farà uscire il disco vertebrale dalla sua normale sede.

Quando il disco esce può fare male, ma non è una regola. Un’ernia è sintomatica solo quando va a chiudere il canale dal quale esce il nervo, dandovi un irradiazione.

I mal di schiena, quindi, non sono sempre dovuti alla presenza di un’ernia, ma da molteplici cause!

  • Sicuramente l’invecchiamento può essere considerato una causa inevitabile e molto comune: si va più facilmente incontro a osteoporosi e artrosi.
  • Traumi come colpi di frusta, violenti cadute o torsioni improvvise del rachide.
    Traumi cranici e colpi di frusta portano il nostro corpo a reagire con una contrazione che si mantiene nel tempo nelle membrane e nei muscoli profondi, specialmente del rachide cervicale.
  • Atteggiamenti scorretti mantenuti nel tempo.
    Una vita troppo sedentaria porta a un irrigidimento del tratto lombare e cervicale, ma anche cattiva occlusione, masticazione e deglutizione inducono delle modificazioni strutturali a livello del rachide cervicale, dando non solo cervicalgia, ma anche mal di testa e sensazione di pesantezza a livello delle spalle.
    In questo paragrafo inseriamo anche alterazioni posturali dovute a problematiche dell’arto inferiore: dismetria degli arti oppure distorsione mal curata ci portano a sovraccaricare l’altra gamba e, a distanza di tempo, si può manifestare un dolore lombare.
  • Problematiche viscerali: infatti molto spesso le lombalgie sono dovute a un intestino irritato, infiammato o stitico, asma e bronchiti possono portare ad avere dolore nella zona dorsale.
  • Contratture della muscolatura profonda come conseguenza a stati emotivi, come ansia, che inducono un blocco del diaframma e possono dare dolori lombari, andando a bloccare il muscolo ileo psoas, ma soprattutto dolori a livello cervicale.

 

Elena Osteapata
TimeOut Training