Allenamento Funzionale e KettleBells

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Oggi voglio parlare di una metodologia di allenamento che ho il piacere di insegnare, dopo aver avuto la voglia di studiare approfonditamente il Functional Training.

In moltissime palestre sta prendendo piede l’utilizzo di un attrezzo, secondo me interessantissimo, che si chiama “kettlebell”, come alternativa ai pesi classici e ai soliti lavori spesso noiosi e poco incisivi sotto il profilo metabolico. In realtà la pratica con questo tipo di attrezzo non è di recente diffusione ma per un lungo periodo è stata messa da parte per lasciare posto all’uso di macchine o pesi liberi.

Definizione di Kettlebell: “peso in ghisa dalla forma a sfera provvisto di maniglia, disponibile in diverse pezzature, da 4 fino a 48 kg”. Il kettlebell viene utilizzato per diversificare il classico lavoro con le macchine al fine di introdurre nell’allenamento delle componenti nuove in grado di agire sia sulla motivazione che sul sistema fisiologico. Il Kettlebell è un attrezzo che si utilizza nel Functional Training e ed è molto in voga soprattutto nei lavori di preparazione atletica tra sportivi di varie discipline, dopo che i vari allenatori hanno capito l’importanza di questo genere di lavoro. Come ogni cosa, però, si può benissimo “cucire” addosso a chi si ha di fronte ed è per questo che io personalmente faccio utilizzare i Kettlebells non solo agli atleti ma anche alle persone che non praticano agonismo ma che hanno la voglia ed il diritto di trovare la propria forma fisica.
Infatti, il fitness moderno sta riprendendo in considerazione questi attrezzi per integrarli nelle moderne metodologie di allenamento.
Il vantaggio essenziale dell’allenamento con i kettlebells è di riuscire a coniugare in un’ unica attività l’allenamento per la forza, l’attività cardio vascolare, la coordinazione e l’elasticità, ottenendo risultati sorprendenti sotto il profilo della performance , del dimagrimento e dell’attività del Sistema Nervoso (si vanno a formare nuove sinapsi con l’introduzione di nuovi movimenti). I movimenti utilizzati, sotto il profilo biomeccanico, sono abbastanza semplici anche se non di facile esecuzione per chi è alle prime armi con il concetto di Functional Training. La difficoltà subentra quando si lavora su più piani ed assi di movimento, anche se in realtà l’efficacia maggiore ed il risultato ottimale sono dati esattamente da questo genere di lavoro. Ogni gesto deve essere assolutamente preciso, eseguito con controllo, coordinazione e con la massima concentrazione. Solo così è possibile allenarsi in poco tempo massimizzando i risultati. Il lavoro coinvolge tutto il corpo, stimolando il Sistema Nervoso e la trasmissione di impulsi alle grosse masse muscolari e questo permette un innalzamento importante dell’impegno sotto il profilo metabolico. Ovviamente, come per tutte le metodologie di allenamento, di fondamentale importanza è la propedeutica e la progressione degli esercizi. Risulterà inutile, e controproducente, far utilizzare un attrezzo come il Kettlebell ad un soggetto che non riesce a coordinare i movimenti del suo corpo perchè abituato ad usare macchine da palestra che tutto fanno tranne “insegnare” l’aspetto coordinativo. Prima di tutto dovrò verificare l’articolarità, i livelli di forza, l’equilibrio e la resistenza del soggetto prima di inserire il lavoro con i Kettlebells. Se mi trovo davanti ad un neofita del Functional Training dovrò tassativamente partire da esercizi di forza-coordinazione a corpo libero e poi, piano piano, introdurre questa interessante metodologia di allenamento verificandone i risultati. Quindi.. buon Functional Training a tutti!

A presto amici.

Max

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