La cistite: cos’è e come curarla

La cistite è un’infezione delle basse vie urinarie che colpisce soprattutto le donne; può essere causata da diversi microrganismi, portando bruciore e dolore durante la minzione, stimolo frequente ad urinare e in alcuni casi sangue costante nelle urine.

La causa più comune è di origine batterica, anche se esistono cistiti di tipo radioterapico o interstiziali.
La cistite batterica, acuta o cronica è provocata da batteri quali Escherichia Coli, Proteus o Enterococccus che giungono alla vescica risalendo dall’uretra, condotto da cui fuoriesce l’urina, lungo 3-5cm nelle donne, 13-16 cm nell’uomo.
La diagnosi si basa, oltre all’osservazione dei sintomi, su risultati dell’ esame delle urine e di urinocultura con conta delle colonie batteriche e antibiogramma (ricerca di sensibilità ai vari antibiotici dei vari batteri riscontrati); e tampone vaginale, nel caso di cistite recidivante.

Dal punto di vista nutrizionale, possiamo fare prevenzione evitando:
-zuccheri semplici raffinati, dal momento che il principale nutrimento dei batteri sono gli zuccheri, da cui poi si ha proliferazione degli stessi, e ulteriore infiammazione;
-evitare peperoncino, pepe e alimenti piccanti in fase acuta, perchè potrebbero peggiorare la sintomatologia legata al bruciore;

Come curare la cistite dal punto di vista nutrizionale: alimentazione ricca in fibre e cereali integrali, verdura e frutta fresca di stagione, preferibilmente diuretica: finocchi, verdure a foglia verde, indivia belga, cetrioli, ananas, fragole, frutti rossi in particolare mirtillo, il cui succo mostra attività diuretiche e depurative delle vie urinarie e impedisce l’adesione dei atteri alla parete della vescica; molto efficaci sono anche semi di pompelmo.

a cura di Enrica Zaffini – biologa nutrizionista

BURGER DI LUPNI

I lupini sono i semi di una pianta a fiori, Lupinus, di cui esistono diverse specie e il nome di ciascuna pianta deriva in genere dai colori dei fiori stessi.
Il seme intero è costituito da un involucro giallo, che in genere non mangiamo perché costituito per lo più da cellulose ed emicellulose, molecole vegetali che non digeriamo, mentre ciò che mangiamo è la parte interna del seme, più bianca.
I semi contengono lupaina e lupinina, sostanze alcaloidi, ovvero basiche e non “acide”, tossiche se ingerite in elevate quantità, oltrechè amarissime, (lupino deriva dal greco e significa “sapore amaro”); per questo motivo i lupini subiscono diversi trattamenti prima di essere messi in commercio e mangiati.

Ingredienti
180gr di lupini sgusciati
30gr di pomodori secchi
20gr di mandorle sgusciate e tostate
20gr di farina di kamut o ai cereali
prezzemolo, peperoncino in polvere e pepe a piacere

Preparazione
Frullare tutti gli ingredienti e formare delle palline; schiacciatele per dare la forma di burger e cuocetele su una griglia per qualche minuto; aggiungere verdure a piacere come contorno.

buon appetito!

a cura di Enrica Zaffini – biologa nutrizionista

LE RICETTE dei LATTI VEGETALI

LATTE di RISO

1- mettere in ammollo il riso, 60 grammi in un litro di acqua
2- mettere dopo una ora di ammollo riso e acqua a bollire x 40 minuti
3- frullare acqua e riso fino a ridurre il composto in liquido
4- filtrare tutto in un colino
5- versare il latte di riso ottenuto in un recipiente di vetro e se volete, aggiungete o cannella o vaniglia o altra spezia preferita
6- conservate in frigorifero per il consumo.
Il latte di riso contiene la maggiore dose di carboidrati rispetto agli altri cereali!

LATTE di AVENA
1- 50 g di avena in 500 ml di acqua, portarla a cottura x 50′
2- frullare fino a poltiglia liquida
3- aggiungere 500 ml di acqua fredda e frullate di nuovo
4- passare il composto in colino, conservare in recipiente di vetro!
L’avena e’ piu’ ricca in proteine e contiene meno carboidrati del riso!
Il porridge e’ una farinata di avena, classica colazione inglese!

LATTE di FARRO
stesso procedimento, 50 g di farro in un litro di acqua, eseguire le stesse azioni come per fare il latte di riso. Ricco in proteine, con aminoacidi essenziali molto utili per tono umore e senso di energia attiva.

LATTE di MIGLIO stesso procedimento latte di farro.  Consiglio LATTE di QUINOA e di AMARANTO per le loro proteine con tutti gli aminoacidi essenziali! Se volete anche LATTE di ORZO.

Consiglio di preparare questi latti vegetali in casa propria, nei latti vegetali in commercio può essere presente aggiunto olio di girasole o altro seme!

a cura di Enrica Zaffini – biologa nutrizionista

LATTI VEGETALI : UNA SANA SCELTA

L’intolleranza al lattosio si verifica in caso di deficienza dell’enzima lattasi, si manifesta cioè quando viene a mancare parzialmente o totalmente l’enzima in grado di scindere il lattosio, il principale zucchero del latte (latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno) presente anche in altri prodotti caseari o derivati del latte. Quasi la maggioranza degli zuccheri presenti nel latte (98%) infatti è costituita dal lattosio.

Dopo essere stato assunto con la dieta, il lattosio viene idrolizzato a livello del duodeno dalla lattasi (una beta-galattosidasi), presente sulle cellule della mucosa intestinale assorbente (gli enterociti della sommità dei villi intestinali), la cui funzione consiste nello scindere il lattosio nei suoi due zuccheri semplici: galattosio e glucosio, il primo è essenziale per la formazione delle strutture nervose nel bambino, il secondo rappresenta il substrato energetico primario dell’organismo.
In caso di carenza o mancanza totale di questo enzima, il lattosio non viene digerito e rimane nel lume intestinale (in particolare nell’intestino crasso) dove viene fermentato dalla flora batterica intestinale con conseguente richiamo di acqua e produzione per processo di fermentazione di gas (idrogeno, metano, anidride carbonica) e acidi grassi a catena corta.

La lattasi compare già alla 23ma settimana di gestazione e la sua attività aumenta nel corso della gestazione fino a raggiungere il massimo alla nascita; resta massima per tutto il periodo in cui l’allattamento costituisce il nutrimento esclusivo del bambino. Dopo lo svezzamento inizia a decrescere con una riduzione progressiva geneticamente programmata, ma estremamente variabile da individuo a individuo, in età adulta.
Sempre un maggior numero di persone ha intolleranza al lattosio per carenza dell’ enzima lattasi prodotto dai microvilli dell’intestino tenue: la lattasi non viene più prodotta per compromissione dei villi intestinali, aggrediti da una errata alimentazione.
L’ intolleranza al lattosio non e’ mai sola, quando presente vuol dire che ci sono problemi vari nell’intestino: molte persone sono allergiche alle proteine del latte, alla caseina! Così nel tempo in commercio si sono diffusi i latti vegetali.
A norma di legge non possono essere definiti latti vegetali, ma bevande di soia, riso, avena, farro, mandorle!
Questi latti vegetali non contengono lattosio e neppure caseina!

LATTE di SOIA
e’ il più ricco in proteine e in grassi, il più povero in carboidrati. Leggere sempre etichetta: non deve contenere piu’ di O.9% di soia OGM. Il limite della soia sta nel fatto che il 90% della soia e’ geneticamente modificata, e’ per lo più di importazione.
Contiene inibitori delle proteasi, può alterare la digestione delle proteine causando allergie alle varie proteine alimentari.
La soia contiene agglutinine, acido fitico che impedisce assorbimento di calcio, magnesio e altri minerali!
Contiene una dose eccessiva di isoflavoni, con azione similestrogeni, non sempre salutare! Attenzione anche alla lecitina di soia, tanta pubblicizzata contro il colesterolo, per la sua potenziale origine da soia geneticamente modificata. Nel latte di soia può essere presente olio di semi di girasole. Leggere etichetta.

LATTE di RISO
ha il più alto contenuto in carboidrati e il più basso contenuto in proteine e lipidi.

LATTE di AVENA
ha un contenuto ben equilibrato di carboidrati, proteine, lipidi, buon alimento ( ricordo che con l’avena si può fare il porridge classica colazione inglese)

LATTE di MANDORLE
ha il più alto contenuto in grassi omega 3, mentre i carboidrati e le proteine come avena.

LATTE di FARRO
meno carboidrati del latte di riso, proteine ad alto valore biologico con aminoacidi ramificati e fenilalanina, con effetti tonici, adatto a chi ha bisogno di slancio e migliore tono dell’ umore. Stessi effetti anti depressivi e contro la stanchezza sono posseduti dal farro in chicchi!

Ciascuna persona può scegliere il cereale più  adatto alle sue condizioni di salute
Chi vuole maggiore dose di carboidrati scelga latte di riso, avena.
Chi vuole piu’ tono muscolare e migliorare l’umore scelga latte di farro
Chi vuole piu’ proteine scelga latte di miglio, ma sopratutto di quinoa ed amaranto

A cura di Enrica Zaffini – biologa nutrizionista